Ossigeno – Ozono Terapia


Ossigeno – Ozono Terapia


Che cosa è l’OSSIGENO-OZONO terapia (O2O3)?

È una terapia medica che si avvale dell’utilizzo di una miscela di gas costituita da circa il 97% di Ossigeno (O2) puro medicale, e bassissime concentrazioni, circa il 3% di Ozono (O3) prodotto estemporaneamente con un generatore di ozono che permette un controllo esatto della concentrazione. L’ozono serve a favorire l’assorbimento di ossigeno da parte dei globuli rossi.

È una terapia naturale a tutti gli effetti dal momento che utilizza elementi naturali, l’Ossigeno e l’Ozono, presenti nell’atmosfera.

Con questa terapia innanzitutto il sangue venoso viene ri-ossigenato, questo determina un aumento dell’elasticità della parete dei globuli rossi, che così riusciranno a raggiungere meglio anche i vasi più piccoli, in più l’Ozono è fondamentale nel favorire il massimo assorbimento di ossigeno; quindi aumenta la capacità del globulo rosso di legare l’ossigeno e distribuirlo ai territori carenti o non ossigenati direttamente.

Risultato: completa ossigenazione dell’intero organismo, riattivazione ottimale del macro e microcircolo, quindi di tutta la circolazione dell’intero organismo.

Infatti il celebre medico russo Alexandre Salmanoff (1875-1964) medico personale di Lenin, affermava «dove c’è una buona circolazione del sangue non c’è malattia». Si sa che la lunghezza dei soli capillari sanguigni presenti nel corpo umano è di circa 100.000 Km, mentre quella dei capillari linfatici è di 200.000 Km. Ogni malattia secondo Salmanoff è dovuta al rallentamento localizzato o generalizzato della circolazione sanguigna e linfatica con il conseguente accumulo di rifiuti tossici intracellulari ed extracellulari che avvelenano l’organismo. La vita è un continuo movimento di liquidi tra sangue e linfa, tra le cellule e nelle cellule e la morte è l’arresto definitivo di questo movimento.

Salmanoff diceva: «ossigenate e l’organismo farà il resto»; se si aumenta l’apporto di ossigeno alle cellule si ha il ripristino di tale movimento e la guarigione. Il Prof. Otto Warburg (due premi Nobel) ha affermato che il cancro e altre infezioni e malattie non potrebbero svilupparsi in un ambiente ricco di ossigeno.

Dagli studi fatti sappiamo che le cellule sane ricavano energia attraverso un processo di combustione che utilizza l’ossigeno mentre le cellule tumorali ricavano energia dagli zuccheri attraverso un processo di fermentazione con produzione di acido lattico che crea uno scudo protettivo attorno al tumore respingendo così gli attacchi del sistema immunitario o del chemioterapico.

Alexandre Salmanoff

Alexandre Salmanoff

Poiché la cellula cancerosa può crescere nei tessuti poveri di ossigeno alimentandosi di zuccheri in quantità 20-30 volte maggiore rispetto alla cellula sana si dovrebbe attuare una alimentazione priva di zuccheri in modo da affamare le cellule tumorali e apportare più ossigeno ai tessuti sani che circondano il tumore per creare delle possibilità di difesa più forti contro l’espansione del tumore: per queste ragioni l’ossigeno-ozono terapia può rappresentare una buona prevenzione dei tumori.

Erwin Payr

Prof. Erwin Payr
(Fonte: Wikipedia)

Il Prof. Payr dell’Università di Lipsia disse: «quello che l’ossigeno non sa fare, può fare l’ozono». Quella piccola quantità di ozono introdotta è in grado di stimolare e aumentare la produzione di antiossidanti da parte del nostro organismo. In poche parole, attivando gli enzimi che bloccano perossidi e radicali liberi, potenzia il nostro sistema spazzino, rivitalizza e disintossica tutte le cellule del nostro corpo.

Inoltre queste terapie non presentano alcun rischio di infezione in quanto vengono svolte da personale qualificato seguendo canoni rigidamente igienici e utilizzando sempre e solo materiale monouso sterile (materiale sterile che viene gettato subito dopo ciascuna applicazione). Fino ad ora in Europa e a Cuba sono stati trattati milioni di pazienti e quando il metodo è stato applicato correttamente, non si sono mai verificati, né incidenti, né effetti collaterali, e nessuna interazione con i farmaci.

In Italia è stata fatta una sperimentazione al centro cefalee dell’università di Pavia su cefalee a grappolo non rispondenti a trattamenti farmacologici tradizionali, con risultati sicuramente buoni e incoraggianti.

Che cosa è l’Ozono?

L’Ozono (O3) molecola triatomica dell’Ossigeno (O2), noto per la sua capacità di filtrare i raggi ultravioletti nocivi provenienti dal sole e quindi permettere la vita sulla terra, è utilizzato da tempo in campo industriale per la disinfezione delle acque (potabilizzazione e trattamento delle acque nere e dei liquami), in campo medico sotto forma di miscela O2-O3 (ozono medicale) fin dai tempi della prima guerra mondiale (1915-’18) durante la quale il suo impiego sulle ferite agli arti, grazie al suo elevato potere battericida, fungicida e virucida, permise di evitare la diffusione della gangrena e quindi scongiurare le amputazioni.

Il suo impiego si è poi sviluppato e diffuso molto, negli ultimi 60 anni, in Germania, Austria e Svizzera dove viene praticata da migliaia di medici.

Attività dell’Ozono:

1 – azione fungicida, azione battericida e inattivazione dei virus

2 – analgesico e antinfiammatorio

3 – riattivante la circolazione

4 – favorisce il rilascio e l’utilizzo dell’ossigeno corporeo

5 – azione immunostimolante e immunomodulante (migliora le difese immunitarie)

6 – rivitalizzante.

Modalità di applicazione dell’Ossigeno-Ozono
terapia:

1 – Piccola autoemoterapia: Si esegue un prelievo dal paziente di 5/10 cc di sangue venoso, lo si mescola con un’uguale quantità di miscela di ossigeno-ozono, si aggiunge una fiala di un prodotto naturale personalizzato al paziente da trattare, e si inietta il tutto per via intramuscolare (gluteo).

2 – Grande autoemoterapia: Vengono prelevati circa 100 fino a 200 cc di sangue e raccolti in un flacone di vetro monouso o sacca (contenente un anticoagulante ed una fiala di un prodotto naturale personalizzato al paziente da trattare), viene aggiunto l’Ossigeno- Ozono, la cui quantità e concentrazione varia a seconda del paziente da trattare, il tutto viene ben miscelato e reinfuso nel paziente in 30-40 minuti circa.

3 – Infiltrazioni: Nel caso di ernie discali, lombosciatalgie o artrosi si procede con l’iniezione, parallelamente alla colonna vertebrale, di una piccola quantità di ossigeno-ozono (3-5 cc di O2O3) in almeno 6 punti intorno alla parte dolorante; questa terapia ha un immediato effetto antidolorifico e con un adeguato numero di sedute si può ottenere la remissione completa.

4 – Insufflazioni rettali, vaginali e vescicali: L’ossigeno-ozono viene introdotto direttamente o per via rettale o per via vaginale o vescicale, ovviamente la via di somministrazione, la quantità e la concentrazione del gas varieranno in funzione della patologia da trattare (via vaginale nei casi di vaginiti da Candida o infezioni da Papilloma virus, ecc…, via rettale nelle candidosi intestinali o coliti ulcerose o morbo di Crohn ecc…).

5 – Sacchetti: Si utilizza in caso di ulcere diabetiche o postflebitiche, gangrena agli arti, mediante l’applicazione diretta di Ossigeno-Ozono, con appositi sacchetti, sull’arto da trattare.