Gli effetti neurotossici delle chemioterapie sulla cognizione delle sopravvissute al cancro al seno

effetti neurotossici delle chemioterapie

Il deterioramento cognitivo legato al cancro è spesso definito come ‘chemobrain’ [cervellochemio] e la chemioterapia a base di antracicline può avere effetti negativi più grandi su determinati domini cognitivi e connessioni della rete cerebrale rispetto ai regimi non basati su antracicline, secondo un articolo pubblicato online su JAMA Oncology.
La chemioterapia per il cancro al seno è spesso associata a problemi cognitivi nei pazienti. Tuttavia, non è chiaro se alcuni regimi sono associati a difficoltà cognitive maggiori rispetto ad altri.
Shelli R. Kesler PhD, del «MD Anderson Cancer Center» della University of Texas di Houston, e Douglas W. Blayney MD, della Facoltà di Medicina della Stanford University in California, hanno confrontato gli effetti dei regimi chemioterapici con antracicline e nonantracicline sullo stato cognitivo e sulla connettività funzionale del cervello in un piccolo studio.
Gli autori hanno utilizzato test cognitivi e dati di scansioni provenienti da 62 sopravvissute al cancro primario al seno (età media quasi 55 anni) che avevano terminato le terapie in media da più di due anni, per esaminare lo stato cognitivo e la connettività funzionale del cervello. Di queste donne, 20 avevano avuto la chemioterapia a base di antracicline come parte del loro trattamento primario, 19 avevano avuto regimi nonantracicline e 23 non avevano subito alcuna chemioterapia.
Le donne trattate con chemioterapia a base di antracicline avevano una memoria verbale inferiore, compreso il richiamo immediato e quello ritardato, rispetto agli altri due gruppi di donne. I regimi di antracicline si sono anche associati con una minore connettività della rete in modalità predefinita, il che suggerisce una minore efficienza di elaborazione delle informazioni, secondo lo studio.
I risultati indicano che gli esiti riferiti dalle pazienti sulla disfunzione cognitiva e sul disagio psicologico si sono rivelati elevati in entrambi i gruppi di donne trattate con chemioterapia, rispetto a quelle trattate senza chemioterapia.
“Questi risultati dovrebbero essere considerati preliminari date le limitazioni dello studio: le piccole dimensioni del campione e il progetto retrospettivo e trasversale. Sono necessari studi prospettici più ampi che includono valutazioni pre e post-trattamento in modo che possano essere valutate le singole traiettorie cognitive e neurobiologiche delle pazienti rispetto agli effetti neurotossici potenziali collegati alle antracicline”, conclude lo studio.

 

 

 


Fonte: The JAMA Network Journals (> English text)Traduzione di F. P..

Riferimenti: Shelli R. Kesler, Douglas W. Blayney. Neurotoxic Effects of Anthracycline- vs Nonanthracycline-Based Chemotherapy on Cognition in Breast Cancer Survivors. JAMA Oncology, 2015; 1 DOI: 10.1001/jamaoncol.2015.4333

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